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Sparecchiando,
un piatto e un bicchiere,
mi sono fermato a notare un particolare,
una piccola macchiolina,
appena visibile,
di color argento sul bordo del tavolo.
Come in un rush da pera mi sono visto dal di fuori,
dipingere, con una pazienza che appartiene al passato prossimo,
un modellino di auto da rally.
RIcordo le sensazioni di quel momento,
per quanto fosse un azione banale.
Ricordo chi avevo attorno,
le parole che sentivo.
Russeau vedeva negli odori (sinestesia lisergica?) la più grande forza evocatrice di mondi trascorsi:
chiaramente non ricordo in che opera, il Liceo è più lontano di quello che è cronologicamente.
Per me invece è' in quella macchia.
Il difetto.
Una bruciatura di sigaretta sui vestiti.
Una cicatrice, di cui il motivo, oggi, appare futile,
ma che mi porta lì, in quel bar,
con quelle facce intorno e quel puzzo di sigaretta.
Oggi anch'esso ricordo....ah poveri tabagisti.
La prova della nostra esistenza è negli strappi.
Che ti fanno sentire fottutamente vivo,
o quando non stai bene, ti ricordano che lo sei.
Con il volto fiero di Malcolm ancora davanti agli occhi,
nonostante il lettore dvd sia ormai spento,
e con il sentimento di Guccini in Canzone per Silvia nelle orecchie,
mi preparo una tazzina di caffè.
Per tirarsi su,
by any mean necessary.
Gli accadimenti dei giorni passati nel Sud-est asiatico hanno segnato uno di quei momenti che rimarranno alla Storia.
Nulla sarà più lo stesso.
Quando si diceva a qualcuno : "me ne vado alle Maldive!",
l' interessato esordiva con un bel "che culo!"
Oggi si toccherebbe i coglioni.